Artétèca at work… facciamo scoprire l’arte ai bambini!

Artétèca at work è un’associazione culturale nata per volontà di alcune donne e mamme, architetto e storiche dell’arte che come tutte noi cercano qualcosa di costruttivo ed utile da far fare ai figli. L’idea è quella di avvicinare i bambini, tra i 5 ed i 12 anni, all’arte cercando di interessarli e coinvolgerli e di far loro apprezzare quanto di bello offre la nostra città, ma anche la regione tutta. Quale modo migliore se non la sperimentazione diretta per incuriosire le piccole menti e far loro scoprire il patrimonio artistico, la tradizione manifatturiera, i siti archeologici, i musei, i parchi che nascondono la storia e la cultura del nostro meraviglioso territorio. Grazie al loro progetto dal 2011 è possibile far partecipare i bambini a visite guidate alla scoperta di Napoli e dintorni il sabato mattina durante i mesi invernali ed a  dei campi scuola nei mesi estivi. “L’obiettivo è quello di offrire ai bambini l’opportunità di “scoprire” spazi e luoghi significativi per la storia e la cultura dei nostri territori, consentendo ai giovani viaggiatori di sviluppare una personale interpretazione attraverso il gioco ed il confronto con i coetanei.”

L’associazione organizza anche dei laboratori in collaborazione con scuole, ludoteche o enti ; “che hanno come obbiettivo lo sviluppo  della manualità e del  piacere di esprimersi con tutti i mezzi possibili” Proprio attraverso i laboratori realizzano l’idea di insegnare ai bambini il rispetto e la tutela per l’ambiente attraverso il consumo sostenibile utilizzando prevalentemente materiale di riciclo.

Per chi volesse conoscere meglio questa associazione può visitare il sito arteteca at work, inoltre vi segnalo il prossimo laboratorio giochiamo con l’arte a partire dal prossimo 6 ottobre.

” Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi” (Picasso)

La peste

image

Vi ho spiegato qui che dal punto di vista fisico io non so se peste assomigli a me, al padre, a qualche antenato. Ho capito però prestissimo che ha un caratterino tutto suo, e che non ne vuol sapere di smussare gli angoli. Certo è ancora troppo presto per questo. È una bimba di una dolcezza infinita, ti prende il viso tra le sue manine e a modo suo ti fa l’occhiolino, fa naso naso e poi bang ti azzecca un paccherone. È una bimba tenerissima quando viene ad accocolarsi in braccio si fa riempire di baci, si nasconde gli occhietti col cuscino per poi esplodere in una risata urlando tettèèè. È testarda e caparbia perché quando vuole qualcosa non molla, per ora con le cose da mangiare, adesso per esempio vuole un pezzetto nde (grande) di cioccolata, le dico no e lei mamma picco. E tanto smette la cantilena quando ha avuto quello che vuole o quando finalmente si distrae con altro. È diffidente con chi non conosce, o non vede spesso, ma quando capisce che può fidarsi è un martello pneumatico. Non ti molla più, ti cerca, ti chiama, ti abbraccia. È paurosa, ma pur di accarezzare un cane (purché non più alto di lei) si fa coraggio e va! È curiosa, osserva tutto e tutti, replica qualsiasi atteggiamento (e so che questa cosa mi si rivolterà contro). È pigra, ha imparato che quando non vuol fare una cosa basta dire TU e così lo sfigato di turno obbedisce: prendiamo peppa dal passeggino( che sta nella sua stanzetta mentre tu sei comodamente seduto a terra in soggiorno vicino a lei)…TU. È solare e sorridente, le piace sfrenarsi correre, non sa cosa vuol dire star seduta a guardare un cartone per 10 minuti, è anche un po frignona eh a dir la verità. Quando si mette: mammaaaa con quel tono lagnoso mi porta alla neuro (ma mi ci accompagna mano nella mano). Mi sta a sentire???maanchenooooo ovviamente, Irene non buttarti dal divano (già è caduta due volte), Irene non ti arrampicare sulla parete attrezzata, Irene non saltare in piedi sul letto, Irene, Irene, Ireneeeeee intanto lei ride e fa quello che le pare. Irene ti scappa la pipì? No…splash lago per terra con tanto di piedini che ci sguazzano dentro…mammaaaa pipiiiii. Ma veramente? Adesso la nuova arma di ricatto è lei la pipì, non vuol stare in un negozio urla pipiiii e io che faccio?? devo uscire per forza perché se poi la fa sono pure sgamata.
È simpatica, ci fa sbellicare, è una chiacchierona anche se a volte non capisco cosa dice. È socievole, adora i bimbi soprattutto i piccolini forse perché ancora non rompono (ah quindi è pure bella furba). Io la definisco una aggregatrice perché le piace coinvolgere tutti i presenti in una stanza in quello che fa, una volta siamo arrivati a fare il girotondo in 20 (ma come fai a dire no a quella manina tesa che fa il gesto di venire dicendoti me me).
È golosa, le piace la cioccolata e per averla scende a compromessi purché non si esageri con le richieste, a meno che la contropartita non sia considerevole (del tipo per l’antibiotico veramente schifoso una barretta di cioccolata intera). È decisamente menefreghista visto che il 99% delle volte che viene sgridata non se ne frega di striscio, ciliegina sulla torta siamo nel pieno dei terrible two (trovate qui il post) quindi i no sono all’ordine del giorno. Intanto lei cresce, cambia ma per ora è una bimba, e come tutti i bimbi è unica, speciale e fa impazzire mamma e papà!

Ragionamenti da duenne

Premessa: il cane di una coppia di amici, un bel cagnone grosso grosso e buonissimo ha abbaiato dietro le spalle della peste diverso tempo fa. La reazione non è stata delle migliori, un salto di almeno 10cm da terra e da quel momento i cani che abbaiano le fanno puuuu (paura, ma fifa nera). Il cagnolone si chiama Ugo.

Un’amica è incinta, è una delle zie preferite della peste. Le abbiamo spiegato che zia Na ha un bimbo nella pancia che tra poco nascerà, e questo bimbo si chiamerà come il nonno: Ugo.

Ragionamento della duenne: mamma Na bimbo paaa -pancia-(attimo di riflessione, faccia perplessa) mamma Na bau puuuuu…

ogni scarrafone è bello a mamma soja

Dalle mie parti si dice ogni scarrafone è bello a mamma soja (si proprio come la canzone di Pino Daniele), e se vi dicessi che appena ho visto mia figlia ho pensato due cose: che per me era bellissima, e che oggettivamente post parto naturale, seppur veloce, era rosso violacea, gli occhietti gonfi per le gocce, era tutte rughette tipo nonnina ultranovantenne…Insomma bella bella non lo era. Ovviamente sono le prime ore post parto, poi questi frugoletti iniziano a perdere la somiglianza con ET ed ad avere un aspetto umano. Da questo momento parte la lotteria…a chi somiglia? Occhi di mamma, naso di papà, mento del nonno, zigomi della zia…e ci avete ucciso la saluteeee! Sta creatura ha poche ore di vita e già è un puzzle del peggio del peggio di tutti i componenti di due famiglie messe insieme. E certo perché occhi a parte (che di solito i neonati hanno chiusi per il 99% del tempo fingendo di dormire beati) si notano le caratteristiche negative che più risaltano tipo il naso a patata, la sguessera, le orecchie a sventola. Ma perché avete mai sentito qualcuno dire ma che begli zigomi, che belle orecchie, che bel mento? No, e quindi? E quindi basta con sto manicomio delle somiglianze a cui segue a ruota quello delle frasi fatte. Una per tutte: 9 mesi nove volti…ma di cheee? Ma che dite? A stare dietro a voi ste creature cambiano ogni venti minuti circa. Io dopo 27 mesi ancora non ho capito mia figlia a chi somiglia e a dirla tutta manco me frega. Ma quando ho palesato questa mia forma di menefreghismo mi hanno fatto notare quanto sia una madre degere perché mentre lei dorme non sto li ad osservare i sottili lineamenti del viso che sono identici a, il taglio degli occhi, e della bocca… vorrà dire che non ho un futuro da ritrattista…pazienza me ne farò una ragione. E voi che dite a chi somiglia ??:-)

image

Del nonlavoro:pregi e difetti

Ultimamente l’argomento mi ritorna spesso in mente perché da ex lavoratrice e da mamma mi ritrovo a vivere la duplice condizione. Tralasciando l’aspetto economico che tutto è fuorché tralasciabile, ne ho sentite di tutte. Chi lavora perché poi che fa quando i figli crescono? Chi non lavora perché se volevano far crescere i figli con qualcun altro mica li facevano.
Io sono cresciuta in una famiglia in cui i miei mi hanno fin da piccola inculcato l’idea che essere indipendenti economicamente è fondamentale perché qui siamo sotto al cielo, può capitare di tutto ed è importante saper e poter provvedere a se stessi ed alla famiglia. Ma mia madre ha scelto di smettere di lavorare per occuparsi di  me e non solo. In più 10 anni di lavoro mi hanno abituato a non dover chiedere niente a nessuno. Dell’idea di non lavorare questo è proprio quello che non sopporto, dover chiedere al maritozzo i soldi (nel senso di usare il conto corrente comune) per tutto. In pratica penso che se gli faccio un regalo se lo è comprato da solo. Si ok in famiglia tutto è di tutti, non ho mai fatto distinzione tra i miei soldi e quelli di mio marito (finché avevo il mio stipendio) e soprattutto anche io contribuisco al manage familiare come mamma e casalinga. Che poi aperta parentesi sto termine casalinga proprio non mi piace mi sa tanto di stereotipo perché quando si sente parlare di casalinga si immagina sempre la donna divisa tra servizi, spesa, cucina, figli ecc. Ed è da qui che non capisco la parte di donne “se non lavoro non sono totalmente realizzata”. Lavorare è gratificante sicuramente, ti dà modo di vivere situazioni complesse che esulano dal mondo di mamma, moglie e che ti mettono costantemente alla prova. Ma non lavorare ti da modo e tempo di fare tante altre cose, curare hobby, amicizie, prenderti un po’ di tempo per te. Almeno questo è quello che noto adesso (complice forse la mia solita disorganizzazione cronica che si acuisce con l’aumentare degli impegni). Insomma non so proprio quale delle due condizioni sia ideale per me. Resto sospesa a mezz’aria

oggi parliamo de: La Fabbrica del divertimento

La Fabbrica del Divertimento si trova in provincia di Napoli, precisamente ad Ercolano. Ho iniziato a seguire le attività di questo centro quando cercavo qualcosa di divertente ed istruttivo da fare insieme alla piccola peste. E così tra le varie ricerche ho trovato questo centro. Viene definito dai fondatori: centro dedicato ai servizi per la didattica. Detto così sembra qualcosa di molto serioso ma poi leggi il loro motto: “cosa vuoi fare da piccolo” e dal connubio delle due cose già capisci molto. In questo centro i bambini  possono sperimentare e confrontarsi con le tante realtà che vivono quotidianamente: studiare l’inglese, l’informatica, entrare in contatto con la musica attraverso la danza, il canto, le fiabe ed ovviamente gli strumenti musicali, possono cimentarsi nel teatro avendo la possibilità di far emergere anche le loro emozioni più profonde. Ma hanno modo anche di sperimentare le arti ed i mestieri avendo a disposizione attrezzature e materiali e laboratori che stimolano la creatività, e di entrare in contatto con la natura attraverso la “fabbrica agricola” essendo coinvolti in prima persona nella cura dell’orto, del frutteto e del vigneto e godendo poi dei frutti del loro lavoro.

1C’è a disposizione dei ragazzi un’area verde di circa 2000mq dove vengono si organizzano “le attività di motricità con la Motricità sui prati e il Rugby per bambini dai 2 anni in su e per tutto il ciclo della scuola primaria. Relazione con i coetanei e con l’ambiente circostante, educazione e sviluppo degli schemi motori di base e posturali, delle capacità e abilità motorie, coordinazione e sincronizzazione, gioco di squadra, sviluppo dell’autostima sono le caratteristiche principali di queste due attività. Si può scegliere uno dei due percorsi o combinarli tra loro”

Ancora il centro è anche:

Centro Trinity College London
Membro di Musica in Culla ® – Associazione Internazionale International Association Music in Crib

Insomma è proprio da visitare per scoprire le meravigliose attività che promuove.

Vi lascio il link qui se vi venisse la curiosità di vedere di cosa si tratta!