Ancora e ancora

e così siete ripiombati di nuovo nelle nostre vite a seminare terrore, odio e paura. Avete di nuovo colpito persone innocenti, bambini, che stavano solo trascorrendo una serata di festa. Sulla promenade des anglis ci ho passeggiato tanto, per tante volte, con mio padre, con gli amici. Come ho camminato per le strade di Parigi, nella metro di Londra, in Tunisia. In tanti altri posti dove avete ancora portato il vostro odio non ci sono stata. Ma cambia poco. Perché in ognuno di questi posti c’è una ragazza, una mamma, un padre, una nonna, qualcuno che vive tra mille difficoltà la sua vita. E la vuol vivere nonostante tutto, nonostante esistiate voi che invece proclamate l’odio, la distruzione, la vendetta. Voi che vi arrogate il diritto di decidere della vita e soprattutto della morte di centinaia di innocenti. La rabbia monta, eccome se monta. Come potrebbe essere diversamente quando vedi immagini di bambini, giovani, persone uccise per la follia di una frangia estremista impazzita. La rabbia sale ancora di più quando, per colpa di questi pazzi, si generalizza e si passa all’odio per il diverso. Perché fa paura. Perché ancora una volta vincono questi attentatori il cui unico scopo è diffondere la paura, e far serpeggiare la diffidenza. Perché si sa che l’unione fa la forza, ma se ci dividiamo, se facciamo questioni di razze e culture allora si che siamo spacciati. Le differenze arricchiscono, usiamole per conoscere e capire forse questa è l’unica strada per combattere il nemico che è uno solo, sempre lo stesso contro tutti.