Le sue prime meritate vacanze

oggi è il primo giorno di ferie di piccola peste. È finito il suo primo anno di asilo nido. È stata una esperienza impegnativa per lei e anche per noi. Fatta di tante emozioni contrastanti. È stato un anno intenso, fatto di pianti, paure, giochi, risate. È stato un anno in cui ha imparato tanto, in cui io ho capito quanto può fare da sola. E adesso a conclusione di questo iter la vedo cresciuta, cambiata. Negli ultimi mesi ha fatto passi da gigante. Quando ha iniziato era un pulcino spaventato, timoroso, restio; adesso è una paperetta starnazzante che parlotta con chiunque gli capiti a tiro. È una continua nuova meravigliosa scoperta, sta riportando a casa tutti gli insegnamenti delle maestre, li ripropone nei giochi che fa, nel modo di essere. Sono state maestre pazienti ed attente non solo sotto il profilo “didattico” ma soprattutto sotto l’aspetto umano. Con tenerezza e dedizione hanno seguito i bimbi nel loro primo distacco da mamma e papà ed a fine anno ci hanno salutato stanche ma emozionate. Proprio come le abbiamo salutate noi.

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Ancora e ancora

e così siete ripiombati di nuovo nelle nostre vite a seminare terrore, odio e paura. Avete di nuovo colpito persone innocenti, bambini, che stavano solo trascorrendo una serata di festa. Sulla promenade des anglis ci ho passeggiato tanto, per tante volte, con mio padre, con gli amici. Come ho camminato per le strade di Parigi, nella metro di Londra, in Tunisia. In tanti altri posti dove avete ancora portato il vostro odio non ci sono stata. Ma cambia poco. Perché in ognuno di questi posti c’è una ragazza, una mamma, un padre, una nonna, qualcuno che vive tra mille difficoltà la sua vita. E la vuol vivere nonostante tutto, nonostante esistiate voi che invece proclamate l’odio, la distruzione, la vendetta. Voi che vi arrogate il diritto di decidere della vita e soprattutto della morte di centinaia di innocenti. La rabbia monta, eccome se monta. Come potrebbe essere diversamente quando vedi immagini di bambini, giovani, persone uccise per la follia di una frangia estremista impazzita. La rabbia sale ancora di più quando, per colpa di questi pazzi, si generalizza e si passa all’odio per il diverso. Perché fa paura. Perché ancora una volta vincono questi attentatori il cui unico scopo è diffondere la paura, e far serpeggiare la diffidenza. Perché si sa che l’unione fa la forza, ma se ci dividiamo, se facciamo questioni di razze e culture allora si che siamo spacciati. Le differenze arricchiscono, usiamole per conoscere e capire forse questa è l’unica strada per combattere il nemico che è uno solo, sempre lo stesso contro tutti.

3 anni…piccola peste cresce

Oggi piccola peste compi tre anni, ti canti tanti auguri da sola. Ti batti le mani. Soffi sulla candelina della torta che hai voluto rigorosamente a cioccolata. Io ti vedo crescere, diventare autonoma, acquisire sempre più sicurezza. Vedo venir fuori il tuo carattere, dolcissimo ma ostinato. Auguri piccolina mia, che la vita ti sorrida sempre, ma soprattutto che tu sappia e possa sempre sorridere alla vita.

36 candeline

36 anni fa a quest’ora ero nata da circa 20 minuti….auguri a me che di

strada ne ho fatta un po’ ma che tanta ne ho ancora da fare (spero :-)). Spegnerò queste candeline tante volte, con amici, parenti, colleghi, marito ma soprattutto con piccola peste che rende tutti i miei giorni più faticosi ma immensamente più felici. Sperando che l’avanzare dell’età mi renda anche un po’ saggia ma mi lasci la vena di pazzaria che ogni tanto mi dimentico di avere! Ecco!!!

Aria di Primavera

Benvenuta primavera, sei arrivata ieri con il tuo sole caldo ad intiepidire il nostro balcone (e ad asciugare le tonnellate di panni stesi). Ti abbiamo aspettato tanto nonostante questo inverno sia stato mite, quasi caldo direi. Tanto che ti abbiamo aspettato che ti abbiamo accolto col nasino colante e qualche colpo di tosse, poi per non farti mancare niente abbiamo aggiunto qualche starnuto. Speriamo ti basti questa accoglienza. Speriamo che il tuo arrivo ci faccia salutare questi compagni (un po’ troppo invadenti) di questo inverno e ci lasci libere di goderci i tuoi pomeriggi luminosi. Quando arrivi tu è come se si ricaricassero le batterie. Siamo cariche ai nastri di partenza di questa nuova stagione…buona primavera a tutti!

Scorrevolissimevolmente

Ultimamente corre tutto molto veloce. Sarà che le giornate sono piene, sarà che la ripresa del lavoro ha nuovamente ristretto i miei tempi ma ho veramente l’impressione che il tempo voli e che tutto scorra, a volte senza controllo. A volte proprio come dovrebbe ed altre manco per niente. Ogni mattina piccola peste piange disperata quando la preparo per andare al nido ( sempre che non la lasci a casa con la nonna perché ha beccato l’influenza di turno), e poi piange disperatissima quando arriviamo fuori la porta del nido per poi calmarsi poco dopo, a quanto mi raccontano le maestre, restando per il resto del tempo ad osservare gli altri bimbi che giocano interagendo molto poco con loro. Intanto io corro al lavoro e poi tra metro e macchina corro a riprenderla e lei mi accoglie con un bel sorriso e tanta energia da scaricare. A casa ovviamente, dove appena arrivata butta tutti i giochi a terra e corre avanti e indietro. La lotta per farla addormentare è fatta di abbracci forzati e tante coccole a cui lei cede distrutta dopo pochi minuti. E mentre lei riposa io corro a fare la spesa, o qualche servizio per poi ritornare più o meno all’orario in cui si sveglia. Insomma ho circa due ore di autonomia per gestire le cose di casa. Poi è finalmente il momento gioco….adesso siamo nella fase vogliofaresaltasaltasulletto oppure voglioarrampicarmisullasediapervedereicolombi. In entrambi i casi occhi spalancati perché piccola peste è pericolosa :-D. Poi la pappa e torna il papà, quindi cena e giochi tutti e tre finché non arriva il momento letto. Nella mia testa il progetto è far addormentare lei e poi vedere un po’ di tv, leggere un libro o sistemare ancora qualcosa. Il progetto resta sempre e solo nella mia testa perché io crollo come una pera cotta insieme o anche prima di piccola peste che continua a ripetere con gli occhi ormai chiusi mamma bebè no.

Ricordiamo

Oggi non è la”festa” della donna. oggi le donne non festeggiano ma ricordano. Ricordano un dramma, ricordano la fatica e l’impegno che ogni santo giorno profondono in tutto quello che devono e vogliono fare. Ricordano che spesso la parità dei sessi è solo un motto, che spesso bisogna difendersi da chi dovrebbe amarle, proteggerle o da chi semplicemente incontrano lungo il cammino. Oggi le donne vivono come tutti gli altri giorni dell’anno. Con le stesse speranze, gli stessi doveri, le stesse paure. E con lo stesso impegno. E con noi donne tutti gli uomini che ogni giorno condividono lo stesso valore: il rispetto per l’essere umano. Perché si dice no ad ogni forma di violenza, quella sulle donne, sui bambini, sugli animali…si dice no alla violenza in ogni sua forma e contro chiunque. Impariamo a dare il giusto senso alle ricorrenze senza renderle solo occasioni commerciali sminuendone il senso ed il valore. Arricchiamoci del nostro passato, capiamo quanta fatica è costato ottenere quello che abbiamo, forse così sapremo anche rispettarlo di più e difenderlo meglio.